Si intensificano arresti arbitrari e occupazione militare nel nord dell'isola

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L’esercito occupante dello Sri Lanka mette pressione sulle vite dei civili nel nord dell’isola (il nord e l’est dell’isola fanno parte dei territori della patria Tamil) reintroducendo il sistema di controllo ai pescatori Tamil per accedere ai propri mari, allestendo checkpoint sulle strade e intensificando i controlli e i pattugliamenti da alba a tramonto. Le notizie da Jaffna riferiscono che tra il 7 ed il 27 marzo, sono stati effettuati 44 arresti di civili Eelam Tamil, molti dei quali in stile sequestro. Un pugno di ferro sulla vita sociale dei Tamil per imporre il silenzio a tutti gli attivisti per diritti umani e minacciare coloro che erano pronti a testimoniare contro i crimini di genocidio da parte dello Stato dello Sri Lanka. In alcune località della penisola nessuno si sposta durante la notte come se fosse stato instaurato il coprifuoco da parte dei militari occupanti.

Fossa comune nel distretto tamil: scheletri riesumati portano segni di torture e esecuzioni

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In questi giorni si sono intensificati gli scavi della fossa comune di Thirukkethisvaram nel distretto di Mannar, nel nord dell'isola a maggioranza Tamil. Alcune fonti dagli scavi dichiarano che gli scheletri riesumati portano segni di torture e di esecuzioni sommarie. Uno dei teschi è stato trovato coperto da un tessuto mimetico appartenente all'esercito dello Sri Lanka. Non è la prima volta che fosse comuni di civili tamil vengano ritrovate nelle vicinanze degli accampamenti militari cingalesi. Già nel 1998 il caso della fossa comune di Chemmani aveva suscitato scalpore internazionale. Molti dei civili scomparsi nel periodo di guerra, furono ritrovati bendati e fucilati in fosse comuni come questa. Esecuzioni sommarie e torture da parte dell'esercito cingalese del Governo sono testimoniate dai documentari video di Channel 4.


Arresti della polizia in vista della commemorazione del massacro di Mullivaikal

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Il politico ed ex parlamentare Selvaraja Kajendran segretario del partito TNPF (Tamil National People's Front), Visvalingam Manivannan e 13 attivisti dello stesso partito TNPF sono stati arrestati dalla polizia dello Sri Lanka a Mannar. Essi erano in viaggio per la commemorazione del  ricordo del massacro del Mullivaikal a Mannar dopo aver visitato il memoriale distrutto a Vavuniya venerdì notte.Immagini del memoriale distrutto: 

Amnesty International e Human Rights Watch criticano fortemente la risoluzione ONU

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La risoluzione approvata Giovedì, evidenzia le passate e continue violazioni dei Diritti Umani in Sri Lanka, ma fallisce di instaurare un'investigazione indipendente e internazionale per i crimini commessi, dichiara Amnesty International.


Allo stesso modo, Human Rights Watch critica la risoluzione, dicendo:

"Nonostante la continua inclusione dello Sri Lanka nell'agenda del Consiglio dei diritti umani sia un passo importante, il Consiglio ha fallito nel approvare un'investigazione internazionale per i crimini di guerra e gli altri abusi dei diritti umani commessi da entrambe le parti nelle fasi finali della guerra".

L'assassinio di un bambino

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Sono emerse nuove fotografie che sollevano altri dubbi sulla condotta delle forze armate dello Sri Lanka durante la fase finale della guerra contro le LTTE. 
Una serie di fotografie ritraggono Balachandran Prabharakan, il figlio dodicenne del leader delle LTTE, Velupillai Prabhakaran, seduto in un bunker, vivo e illeso sotto la custodia delle truppe del Governo. Un'altra foto ritrae il corpo del ragazzo steso a terra, trafitto dai proiettili.
Le immagini sono state scattate nel maggio 2009, alla fine della guerra tra il governo dello Sri Lanka e le Tigri Tamil. Questa fase finale ha visto la morte di oltre 100 000 civili a causa dei bombardamenti indiscriminati del governo. Un finale sanguinoso e brutale in cui le violazioni dei diritti umani e delle convenzioni internazionali facevano parte della normalità. 
Le autorità hanno sempre dichiarato che il figlio minore di Prabhakaran è stato ucciso nel fuoco incrociato, durante un operazione per catturare l'ultima roccaforte delle tigri nel nord-est del paese. Ma le immagini del nuovo documentario "No Fire Zone", che sarà proiettato questo marzo al Film Festival dei Diritti Umani a Ginevra, suggeriscono una versione in cui il ragazzo è stato catturato vivo e fucilato in una fase successiva.
Il medico forense che ha esaminato le immagini, ha dichiarato che il ragazzo è stato colpito 5 volte al petto da distanza molto ravvicinata, come provano le bruciature intorno alle ferite.

Gothabaya Rajapakse: "Nessun civile scomparso"

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Il segretario della Difesa dello Sri Lanka e fratello del presidente, Gothabaya Rajapakse, ha affermato al quotidiano Daily Mirror (clicca qui), che nessun civile è scomparso durante la fase finale del conflitto armato e che i rapporti del CICR (Comitato Internazionale della Croce Rossa) coincidevano con quelli dell'esercito governativo.

"Questo è un altro fattore che molte persone hanno dimenticato. Prendete il gran numero di persone che vennero via mare. Dove sono andati per prima? Si erano recati all'ospedale indiano; che era gestito dall'esercito indiano. Hanno riferito a loro per primi e solo più tardi hanno raggiunto i campi "benessere" (di concentramento). E ogni volta che si consegnavano, il CICR era presente."

"C'era un procedura riguardo la registrazione di queste persone. Non una persona risulta mancante da quell'elenco."

Riferendosi all'accusa di sparizioni dei civili, il ministro della Difesa risponde:

Manifestanti a Jaffna chiedono aiuto alla Comunità Internazionale, appello anche alle nuove generazioni tamil della diaspora

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Come gesto di solidarietà, martedì il partito TNPF (Tamil National People's Front) ha organizzato a Jaffna una manifestazione per condannare gli attacchi indiscriminati sugli studenti (clicca qui per ulteriori dettagli) e gli arresti dei loro leader (clicca qui per ulteriori dettagli). 
I manifestanti hanno richiesto alla comunità internazionale di riconoscere immediatamente la nazione tamil, la propria sovranità territoriale e il diritto all'autodeterminazione. Riconoscimenti che assicurerebbero la sicurezza e i diritti democratici al popolo tamil. Mettendo in discussione l'affidabilità della Comunità Internazionale, i manifestanti si sono appellati ai giovani tamil della diaspora e del Tamil Nadu di cercare a portare avanti la questione tamil all'interno del contesto internazionale.

Londra: attaccati i manifestanti tamil dai cingalesi

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Fuori dall'Oval cricket Stadium a Londra, gli attivisti tamil impegnati nella campagna di boicottaggio della squadra di cricket dello Sri Lanka sono stati presi a pugni e assaliti dai tifosi cingalesi. Intorno alle nove di sera, appena dopo la fine della partita di cricket disputata tra Australia e Sri Lanka, centinaia di tifosi dello Sri Lanka hanno circondato il gruppetto di tamil che stavano protestando, cantando cori razzisti. Gruppi di fan dello Sri Lanka cominciarono ad afferrare e strappare i cartelloni degli attivisti tamil, incluso uno che reggeva un giovane ragazzo di appena 10 anni. La situazione si aggravò quando diversi attivisti furono presi a pugni. Un giovane ragazzo fu trascinato dai fan cingalesi per terra, prima che intervenissero due ufficiali della polizia. Un signore colpito dalla violenza dei tifosi dello Sri Lanka riferisce al TamilGuardian: "Uno dei fan dello Sri Lanka mi ha strappato il cartellone mentre un'altro tifoso mi ha colpito alla testa". Nonostante le violenze e le minacce da parte dei tifosi dello Sri Lanka, gli attivisti dichiarano che la loro protesta pacifica continuerà anche nelle prossime giornate in vista delle successive partite di cricket che lo Sri Lanka disputerà a Londra.

Il partito TNPF rigetta la risoluzione di Ginevra

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Il partito TNPF (Tamil National People's Front), rigetta completamente la risoluzione approvata dal consiglio dei diritti umani dell'ONU. Tre sono i motivi principali che portano il partito a questa scelta. Motivazioni spiegate nella conferenza stampa di venerdì a Jaffna.
“Vogliamo prendere le distanza da tale risoluzione per tre motivi”  ha riferito il Leader del partito TNPF (Tamil National People’s Front) Gajendrakumar Ponnambalam.

Proteste studentesche

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Centinaia di migliaia di studenti del Tamil Nadu (stato meridionale dell'India) stanno manifestando in questi giorni in maniera pacifica per chiedere al governo centrale indiano di proporre una risoluzione reale e veritiera contro l’impunibilità dei crimini di guerra e l’umanità commessi dall’esercito Cingalese dello  Sri Lanka e il mancato rispetto dei diritti umani nei confronti del popolo tamil all’assemblea del Consiglio dei Diritti Umani dell' ONU (UNHCR) che si tiene in questi giorni a Ginevra. 



Circa  500 studenti sono stati arrestati nel Tamil Nadu nei scorsi tre giorni per "sciopero della fame, picchetti e boicottaggio delle lezioni". - Riporta il commissario della Polizia di Stato. Allo stesso tempo, il New York Times 
commenta che "i recenti tumulti in Tamil Nadu sono scoppiati in seguito al rilascio delle immagini che provano l'omicidio a sangue freddo da parte delle forze governative, di Balachandran, il bambino 12enne figlio del leader delle LTTE".

Gli studenti protestano anche contro la risoluzione proposta dagli Stati Uniti d'America, in quanto inefficace per poter condannare lo Sri Lanka per il terribile genocidio commesso, e in corso, sugli Eelam Tamil.La protesta studentesca partita dal College Loyola l'8 marzo, si è sparsa a macchia d'olio in tutto lo stato del Tamil Nadu coinvolgendo centinaia di migliaia di cittadini in India e la diaspora degli Eelam Tamil in tutto il mondo.La risoluzione proposta degli Stati Uniti d'America richiede al governo dello Sri Lanka di implementare entro i prossimi 2 anni, la risoluzione dell'LLRC (Lesson Learnt and Reconciliation Commission - commissione istituita dal governo stesso per investigare sui crimini commessi nella fase finale del conflitto nel 2009), e ha solo incluso in una "nota" la richiesta dell' Alto Commissiario ONU per i Diritti Umani, Navanethem Pillay, di una indagine internazionale e indipendente.

Gli studenti rifiutano fortemente questa risoluzione, che praticamente dà spazio e tempo al Governo dello Sri Lanka di completare il genocidio del popolo tamil e cancellarne le prove.

Tra le varie richieste dei manifestanti abbiamo:

1) Il riconoscimento del genocidio in corso del popolo Eelam Tamil;
2) L'istituzione di una indagine internazionale ed indipendente sui crimini di guerra commessi nella fase finale del conflitto del 2009 e di un Referendum per l'indipendenza del Tamil Eelam, patria del popolo Eelam Tamil;
3) La cessazione degli omicidi dei pescatori del Tamil Nadu da parte della marina dello Sri Lanka.

78 000 colpiti dalle inondazioni in Batticaloa e Amparai. 46 distretti sott'acqua

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La normalità nei distretti di Amparai e Batticaloa nella provincia orientale è stata interrotta a causa di pesanti precipitazioni con forti venti.
Venerdì sono state registrate 300mm di pioggia nel distretto di Amparai, e 230mm nel distretto di Batticaloa, secondo fonti meteologiche. Un incidente mortale è stato registrato a Poaratheevup-pattu nel distretto di Batticaloa.
Il totale di persone che sono state colpite in entrambi i distretti sono 78 467, gli ufficiali hanno aggiunto che 21 divisioni in Amparai e 14 in Batticaloa sono state sott'acqua diverse ore. 

Due studenti di Jaffna rilasciati dall'esercito

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In seguito alla repressione militare della manifestazione del 28 Novembre e all'arresto dei quattro universitari (leggi qui), l'università di Jaffna aveva deciso di sospendere le lezioni in segno di protesta a sostegno dei propri studenti.

A causa delle innumerevoli pressioni e la promessa di rilasciare gli studenti da parte del governo Rajapakse, l'università ha dovuto riaprire i cancelli il 7 gennaio, registrando un afflusso di studenti quasi inesistente (meno di 50 studenti sui 5000 frequentanti). 

Il boicottaggio delle lezioni, quindi continua, da parte della comunità studentesca di Jaffna, a sostegno degli studenti e per timore di rientrare all'università e subire altre violenze da parte dei militari governativi.

A causa del continuo boicottaggio delle lezioni dagli studenti dell'Università di Jaffna, il governo ha dovuto rilasciare martedì (22 gennaio 2013) a Vavuniya, due dei quattro studenti detenuti dall'esercito dello Sri Lanka. Il presidente del JUSU (Jaffna University Student Union), V. Pavananthan e lo studente S. Solomon della facoltà di Scienze sono stati rilasciati di fronte al preside dell'università di Jaffna, a Vavuniya.