Tamil, civiltà antica più di 2000 anni: la prova

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Un team di archeologi di missionari italiani in Oman (IMTO) ha ritrovato nel 2006 negli scavi di Khor Rori, nella zona residenziale della città antica di Sumhuram, un frammento di ceramica che risale al primo secolo dopo Cristo.

 La particolarità di questo reperto storico è che presenta una scritta che si presume sia in lingua Tamil-Brahmi. Il coccio in Tamil-Brahmi è stato decifrato quando ha raggiunto il Kerala per una mostra di ceramiche nel settembre di quest’anno, riporta il quotidiano The Hindu (clicca qui).

"Comunità Internazionale colpevole del genocidio dei tamil in Sri Lanka": accademico cingalese

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"Oggi c'è una guerra psicologica e politica condotta contro la diaspora tamil, non solo di dimenticare il passato, ma anche di rinunciare all'intero progetto di uno stato tamil. La dominazione dei cingalesi in uno stato unitario è giustificata come una scelta razionale e realistica" spiega il dottor. Jude Lal Fernando alla conferenza tenutasi a Lecce venerdì scorso.

Criticando l'occidente per lo sbilanciamento della parità di status a sfavore dell'LTTE, ha aggiunto che "ciò che è stato commesso è un genocidio con la piena approvazione internazionale. Approvato per proteggere lo stato unitario dei cingalesi." 

La conferenza dal titolo "Vogliamo la nostra terra" ha visto la partecipazione dei membri del partito TNPF (Tamil National People's Front) Gajendrakumar Ponnambalam e Selvarajah Kajendran, oltre alla senatrice e parlamentare dell'UE Adriana Poli Bortone, l'attivista Klodiana Cuka e avvocato Italo Porcaro.

Crisi di impunità in Sri Lanka - International Commission of Jurist

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Giovedì, la Commissione Internazionale dei Giuristi (ICJ), composta da 60 giudici e avvocati di tutto il mondo, ha denunciato la mancanza di giustizia per le vittime delle violazioni dei diritti umani e del "clima di impunità" nel rapporto: "Autorità colpevoli: La crisi di impunità in Sri Lanka".

Alla vigilia dell'UPR dello Sri Lanka, il direttore della commissione internazionale dei giuristi per l'Asia, Sam Zarifi, dichiara:

"Le vittime e i superstiti delle principali violazioni dei diritti umani non ricevono nessun risarcimento, e i colpevoli non vengono consegnati alla giustizia."

Tra fosse comuni e bunker: Mullivaikal

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Poche settimane fa, il quotidiano virtuale Tamil Net ha riportato un’importante testimonianza di un ufficiale governativo che racconta la sua visita nell’area del Mullivaikal, tutt'ora accessibile solo ai militari dello Srilanka.

"Il luogo non è stato ancora completamente ripulito, sul terreno ci sono tracce della fase finale della guerra. Munizioni non esplose, fucili arruginiti, mortai e resti di corpi umani, massacrati durante il conflitto, sono sparsi su tutta la zona."

Lo Srilanka sta cercando di cancellare tutte le evidenze e le tracce del genocidio dei Tamil, rendendo il Mullivaikal una zona presto praticabile al pubblico. Finora solo 21 case lungo la strada principale di Vellaam sono state effettivamente riabilitate e consentite all’insediamento, spiega l’ufficiale.

Descrive inoltre di aver percepito sui resti dei corpi la presenza di fattori chimici nocivi che hanno contribuito allo sterminio. Anche alcuni giornalisti che visitarono la città adiacente a Mullivaikal, Aananthapuram, riferiscono di aver potuto verificare la polverizzazione delle ossa dei corpi al tocco con la mano, ciò constata l’impiego molto probabile di sostanze chimiche usate per cremare i corpi fino alle ossa.

"Promesse vuote dello Sri Lanka, non più accettabili dalla comunità internazionale" Amnesty International

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Il giorno della Revisione Universale Periodica (UPR - Universal Periodic Review) per lo Sri Lanka al consiglio ONU per i Diritti Umani, Yolanda Foster, esperta dello Sri Lanka di Amnesty International, avvisa la comunità internazionale di non accettare le promesse sui diritti umani del governo cingalese (clicca qui per il comunicato stampa di Amnesty).

Y.Foster ha sottolineato la negazione dei diritti fondamentali da parte del governo di Colombo e il bisogno urgente di indagini indipendenti e internazionali per le violazioni dei diritti umani e per i crimini di guerra.

"Lo Sri Lanka sta continuando, da decenni, a fare false promesse riguardo i diritti umani. Questo è stato chiarito dal numero dei paesi che hanno messo in discussione la mancanza di progressi da parte del governo dello Sri Lanka a porre fine alle violazioni dei diritti umani, durante la revisione."
 

Un urlo soffocato dallo Sri Lanka: Keapappilavu.

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"Dicono di non avere fretta...ma come possiamo a continuare a non bere acqua?... è da tre giorni che non abbiamo ricevuto acqua potabile.... perchè siamo costretti a vivere così senza umanità?... per quattro anni siamo stati rinchiusi nel campo di internamento senza poter mangiare decentemente... quelle torture... i miei figli non hanno potuto continuare gli studi per tutto questo tempo...
Ieri abbiamo bevuto l'acqua della latrina..ora è finita pure quella.."

La sorte delle 346 persone abbandonate dal governo dello Sri Lanka nella giungla di Keapappilavu.

"Il massacro dei tamil nel 2009 paragonabile al genocidio in Rwanda e Darfur" Gareth Evans

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Scrivendo per Project Syndicate, l'ex-ministro degli esteri australiano ed ex-presidente dell'ICG (International Crisis Group) Gareth Evans ha etichettato il massacro del 2009 in Sri Lanka, paragonabile al genocidio in Rwanda e in Darfur. Inoltre critica il silenzio degli osservatori internazionali in quel periodo.
Leggi l'intero articolo qui.

Estratti riprodotti qui:

"Il mondo ha ignorato i crimini di guerra e i crimini contro l'umanità paragonabili in ferocia a qualsiasi di questi casi [Cambogia, Rwanda, Bosnia e Darfur]: campi di sterminio dello Sri Lanka nell 2009."

"La mancanza indignazione riflette principalmente il successo del governo dello Sri Lanka a inserire nella mente di politici e delle persone una storia alternativa che ha avuto una straordinaria risonanza mondiale a seguito degli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001."

"L'altro motivo chiave dietro a questo silenzio è che il governo dello Sri Lanka era deciso a vietare l'accesso agli osservatori indipendenti - media, ONG o diplomatici- a testimoniare o riportare tali azioni. E questo problema è stato aggravato dal non riportare dei paesi ONU le informazioni da loro custodite."

"Uno degli aspetti più tragici dell'intera storia, sta emergendo solo ora, è il fallimento degli ufficiali ONU sul campo di guerra di dichiarare a quel tempo, quando veramente era importante, le informazioni vere che avrebbero potuto smascherare la falsità del governo dello Sri Lanka."

Un tacito consenso al genocidio, giustificato in questo modo:

"Una decisione istituzionale ci impediva di fornire al pubblico informazioni che non potevano essere verificate".
 


La Suprema Corte britannica salva i tamil a rischio tortura

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La Suprema Corte britannica rilascia un ingiunzione che ferma il rimpatrio dei tamil, perchè a rischio di tortura una volta tornati in Sri Lanka.
Molti dei passeggeri che erano previsti sul volo dell'agenzia di frontiera britannica, possono rimanere nel Regno Unito, lasciando così l'aereo mezzo vuoto.



L'indipendent, il giornale britannico, riporta nella sua edizione di Lunedì:
"...molti tamil che sono stati rimpatriati dall'Inghilterra sono stati arrestati, interrogati e torturati per estorcere informazioni riguardo la loro comunità in Sri Lanka e nel Regno Unito. Le organizzazioni per i Diritti Umani hanno documentato più di 30 esempi di tamil che furono rimpatriati forzatamente dal governo britannico e poi torturati al loro ritorno in Sri Lanka".

Aggredito il presidente della commissione provinciale di Nallur

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Mercoledì 17 ottobre i politici tamil e attivisti hanno condannato l'attacco brutale a Paramsothy Vasanthakumar protestando contro i militari governativi. Paramsothy Vasanthakumar, il neo-eletto presidente del consiglio comunale di Nallur (nella penisola di Jaffna), è stato aggredito mentre andava a depositare la denuncia contro l'occupazione militare di 5 ettari di terreno di proprietà civile. Gli aggressori, accusa Paramsothy, sarebbero funzionari dell'intelligence dello Sri Lanka.
"Hanno attaccato con spranghe metalliche, e hanno preso i documenti riguardanti la denuncia, e il denaro che portavo con me", spiega la vittima a Tamilnet.com. I manifestanti di mercoledì hanno apertamente accusato l'intelligence dello Sri Lanka per la realizzazione di una campagna sistematica di terrore nella penisola di Jaffna.

"Esercito vattene a casa!", "Rivogliamo la nostra terra" sono gli slogan che furono urlati durante protesta.