Ragazzo tamil paga riscatto per scappare dalle torture di Colombo

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Immagini di repertorio sulla tortura in Sri LankaSivasubramaniam Jeevan, un ragazzo tamil con cittadinanza britannica, è stato detenuto a Colombo dal Dipartimento Investigazioni Criminali (DIC), dal 3 Ottobre, giorno in cui è atterrato sull'isola. Accusato di avere "legami con LTTE" il ragazzo è stato torturato e privato del passaporto e degli altri documenti. È stato rilasciato solo martedì scorso, dopo 6 giorni di prigionia  su un riscatto di 1,5 milioni di Rupie dello Sri Lanka. Il trentatreenne Jeevan, ora sottoposto a cure psicologiche per superare il trauma subito, ha raccontato che gli ufficiali del DIC lo hanno torturato picchiandolo ripetutamente, offendendolo verbalmente e minacciando di ucciderlo. Riferisce anche di essere stato anche interrogato sulle attività della diaspora tamil nel Regno Unito.

Clima di tensione tra Tamil Nadu e Sri Lanka.

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Martedì scorso, un convoglio di 5 autobus che trasportavano 178 pellegrini cingalesi mentre si recavano all'aeroporto per far ritorno in Sri Lanka, è stato attaccato da lanci di pietre vicino a Kattur nel Tamil Nadu, in India.
I cittadini dello Sri Lanka, in pellegrinaggio alle chiese cattoliche del Tamil Nadu, non hanno trovato una calorosa ospitalità da parte della popolazione locale. Sia il mattino alla chiesa di Velankanni e il giorno prima al santuario Poondi Madha a Thanjavur, hanno incontrato manifestazioni di protesta per il loro arrivo.

Votanti Tamil e Musulmani minacciati dagli uomini di Basil Rajapakse: R.Sampanthan e R. Hakeem

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ruppi di persone mobilitate dal Ministro dello Sviluppo Economico, Basil Rajapaksa, che si riconoscono come “ufficiali di servizi sociali”, vanno minacciando di casa in casa i cittadini votanti tamil e musulmani abitanti nei tre distretti delle province est Ampaarai, Batticaloa e Trincomalee.

Secondo quanto riportato dal leader del Tamil National Alliance (TNA), R,Sampanthan, e dal leader del Sri Lanka Muslim Congress, Rauff Hakeem, i votanti, per l’elezione del successivo consiglio provinciale dell’est, che si terrà sabato 8 settembre, sono stati intimiditi e avvertiti che qualora non votassero i candidati membri del partito dell' UPFA (United People's Freedom Alliance), il partito attualmente al governo a cui fa capo il presidente Mahinda Rajapaksa, avrebbero subito gravi conseguenze al termine del sondaggio.

I parlamentari Sampanthan e Hakeem hanno richiesto al Commissario Generale delle Elezioni di prendere immediati provvedimenti per fermare questi episodi violenti che creano terrore al fine di assicurare una pacifica, libera e giusta elezione nelle province orientali.



Un altro attacco, stavolta a Galle, sui prigionieri politici tamil.

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In seguito all'attacco sui detenuti politici tamil in Vavuniya, con il risultato di due morti e numerosi feriti, un nuovo attacco si è verificato nella prigione di Galle la settimana scorsa.
Un detenuto in stato di coma e molti feriti, queste sono le notizie che emergono a poco a poco in questi giorni.
Il detenuto in stato di coma è identificato come Sundaram Satheeskumar, 34enne padre di una bambina di 10 anni.

Non ci aspettiamo giustizia da un cambio di regime, senza il riconoscimento dei tamil come nazione: Gajendrakumar.

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La parità dello status dei tamil come nazione è l'unica via per ottenere giustizia nell'isola. Aspettare una "giustizia interna" da parte del regime di Colombo è inutile, dice Gajendrakumar Ponnambalam, leader del partito TNPF (Tamil National People's Front).
Il partito TNPF è lo stesso che ha organizzato la protesta contro il massacro dei prigionieri politici Nimalarooban e Delruxon Mariyathas. I militari e la polizia hanno provato a frenare la protesta, come già hanno fatto in passato, ma senza successo.

Manifestazioni tamil a Jaffna contro gli assassini dei prigionieri politici

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Photograph Twitter @rkguruparan
                                                                                                         Photograph Twitter @rkguruparan

I manifestanti raggruppati alla fermata degli autobus di Jaffna, chiedono giustizia per i prigionieri politici tamil uccisi, Nimalaroopan e Dilrukshan.
Nimalaroopan e Dilrukshan sono gli ultimi due dei politici assassinati sotto custodia del governo Sri Lankese. Ricordiamo che questa pratica assassina nei confronti dei tamil va avanti sin dal 1983, quando 53 politici tamil furono assassinati nella prigione di Welikada (clicca qui).

Si rifiutano di tornare in Sri Lanka, 53 tamil danno inizio allo sciopero della fame fino alla morte.

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53 tamil hanno intrapreso uno sciopero della fame fino alla morte, sulla loro barca ancorata da quattro giorni nelle acque dell'Indonesia, manifestando in questo modo il rifiuto alla decisione di essere reimpatriati in Sri Lanka.
Il rimpatrio è rifiutato perchè in Sri Lanka, queste persone, hanno paura di essere perseguitate, riferiscono i parenti e giornalisti. Dopo un pericoloso viaggio di 20 giorni da Chennai, la barca, senza più carburante si è fermata a largo delle coste indonesiane, dove sono stati recuperati e tratti in salvo in un porto vicino, dalla Marina militare.

Gli abusi sessuali da parte dell'esercito dello Sri Lanka diventano routine nel Nord-Est.

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Gli abusi sessuali e gli stupri sulle ex-soldatesse LTTE, da parte dell'esercito dello Sri Lanka rimane un fenomeno dilagante nel Nord-Est dell'isola. Questi episodi sono raccontati dalle vittime e dagli operatori sanitari al quotidiano online Tamilnet.
Le vittime hanno raccontato, come gli stupri e gli abusi sessuali fossero di routine nei campi di detenzione dove la popolazione tamil è stata ammassata in seguito al massacro del Mullivaikal nel 2009.
Gli abusi non sono cessati, e le donne rivelano che tali attacchi sono diventati regolari, e avvengono ogni tal volta che vengono "convocate" dai soldati dello Sri Lanka per essere "interrogate".

Studente tamil del Regno Unito detenuto in Sri Lanka

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Thuwakaran Nagenthirarajah, studente tamil frequentante l'high school a londra, è stato arrestato dal Criminal Investigation Department (CID) giovedì pomeriggio, riporta Tamilwin.
Secondo il sito, il ragazzo è stato interrogato per diverse ore, in cui gli è stato chiesto se ha partecipato a qualche manifestazione a Londra contro il governo dello Sri Lanka, o se ha qualche relazione con l'LTTE.
Il CID ha ordinato ulteriori investigazioni nonostante Thuwakaran abbia negato tutte le accuse.

Thuwakaran Nagenthirarajah

Il neocolonialismo militare e il genocidio dei tamil in Sri Lanka.

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10km2 di terreno, compreso il villaggio di Keapapulavu e la foresta adiacente, a lato del lago di Nanthikadal dove è stato combattuta la fase finale del conflitto, caratterizzata dall'uso di armi non convenzionali, ora è permanentemente in possesso dell'esercito. 
Il territorio impossessato nel distretto di Mullaittheevu è diviso tra l'esercito e l'aeronautica militare. Le 700 famiglie, in precedenza detenute nei campi di concentramento, ora sono costrette con la forza ad accettare di vivere lontane dal proprio villaggio. Il giornale indiano The Hindu, descrive il neocolonialismo genocida dello stato dello sri lanka come un "modo di donare alle multinazionali le risorse tamil, senza il loro consenso".

Gobi Sivanthan conclude i 22 giorni di sciopero della fame

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Gobi Sivanthan, un giovane attivista residente nel Regno Unito, ha concluso i suoi 22 giorni di sciopero della fame domenica scorsa, lo stesso giorno in cui si sono concluse le olimpiadi di Londra 2012. I tamil, provenienti da tutta Inghilterra, si sono ritrovati nel punto in cui sivanthan scioperava, a Stratford, per esprimere la propria solidarietà in questa sua iniziativa.