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La questione tamil in Sri Lanka e le aspirazioni democratiche della diaspora

Written by GiovaniTamil. Posted in questione tamil

DOVE SI TROVA LO SRI LANKA?

 

Lo Sri Lanka si trova nell’Asia meridionale a sud dell’India. La popolazione che abita all’interno dell’isola è di circa 20 milioni di abitanti. All’interno dello Sri Lanka ci sono 2 popoli con differente tradizione storica, localizzazione geografica, lingua e cultura: i cingalesi e i tamil.

COMPOSIZIONE DEMOGRAFICA

Per avere un’idea della composizione della popolazione dello Sri Lanka riportiamo i dati percentuali relativi alla lingua parlata e fede religiosa. 

Per comprendere a fondo la composizione etnica serve un’analisi approfondita che non affrontiamo qui.


Da questo grafico si può notare che essere di etnia tamil non è un fattore intrinseco alla religione bensì solo alla lingua parlata.
Il tamil è una lingua appartenente alla famiglia delle lingue dravidiche, è la lingua madre di circa 75 milioni di persone. La lingua tamil ha lo status di lingua classica (I sec. A.C - III sec. D.C., grammatica definita dal Tolkāppiyam).



EPOCA COLONIALE

Nell’isola esistevano un regno tamil nel nord-est e due regni singalesi a sud-ovest.

All’inizio del sedicesimo secolo l’isola viene colonizzata dai portoghesi e successivamente dagli olandesi. In entrambi i casi è rimasta la divisione territoriale in regni. Tra il 1796 e il 1811 cominciò la colonizzazione inglese. Prima colonizzarono i regni singalesi e successivamente il regno tamil.

Nel 1833, i coloni inglesi, per facilitare l’amministrazione dell’isola unificarono i tre regni sotto il nome di Ceylon.









“Due differenti nazioni, di un periodo molto antico, si sono suddivisi l’isola: i cingalesi l’entroterra al sud ed ovest dal fiume Wallouwe a Chilaw, e i tamil che possiedono i distretti del nord ed est. Queste due nazioni differiscono completamente nella loro religione, lingua ed abitudini.”

Sir Hugh Cleghom, Segretario Coloniale Britannico, Giugno 1799



Nel 1948 nasce lo stato di Ceylon, dopo l’indipendenza ottenuta dall’impero britannico in modo pacifico.

Le richieste di un’equa rappresentazione negli organi di governo da parte dei tamil non furono accolte dalla maggioranza cingalese.

Dal nuovo governo appena eletto, viene tolto il diritto di cittadinanza ad 1.000.000 di tamil di origine indiana che erano stati portati per lavorare nelle piantagioni dai coloni inglesi (circa 1830). Questa popolazione viveva da 6 generazioni in questi territori. In questo modo il governo diminuisce drasticamente il numero dei votanti Tamil, diminuendo di conseguenza anche la rappresentanza Tamil al parlamento.

LE PROTESTE REPRESSE DEI TAMIL

1956 – Il primo ministro Bandaranaike col “Sinhala Only Act” rese       come unica lingua ufficiale del paese il Cingalese.
–I Tamil che avevano impieghi statali persero il lavoro. La protesta pacifica dei Tamil fu repressa in modo violento. Il governo insieme al clero buddista sostenne il massacro di 150 Tamil.

1958 – Fu bloccato il congresso dei partiti tamil a Colombo.
–Centinaia di Tamil furono uccisi, alcuni bruciati insieme alle loro case. 25.000 Tamil che vivevano nelle zone Singalesi si rifugiarono nelle aree Tamil.

1961 – Campagna di disobbedienza civile di studenti e politici tamil.
–In risposta il governo dello Sri Lanka occupò militarmente le aree Tamil. Ci furono innumerevoli casi di civili uccisi, donne violentate e bambini rapiti. Il bersaglio non fu soltanto la politica Tamil ma tutto quello che rappresentava la cultura Tamil.

LA NEOCOLONIZZAZIONE DEI TERRITORI TAMIL 

Territori di appartenenza dei tamil sono stati colonizzati dai cingalesi allo scopo di ridurre i tamil in minoranza nella loro stessa patria.
I coloni cingalesi sono scelti fra i peggiori criminali: gli viene data assistenza finanziaria, nonché case, pozzi e bestiame. In aggiunta a queste agevolazioni, vengono loro fornite armi e munizioni per difendersi e controllare le frontiere.
Non ci fu nessun tentativo di integrazione con gli autoctoni tamil, e nessun provvedimento a favore di quest’ultimi.

DISCRIMINAZIONE DEGLI STUDENTI TAMIL

1970 : La riforma universitaria impose un livello di sbarramento ai test d’ingresso più alto ai studenti tamil rispetto ai studenti cingalesi.
Ad esempio per accedere alla facoltà di ingegneria ad uno studente tamil era richiesto un punteggio di 250 ad uno studente singalese un punteggo di 225.

Questa riforma universitaria fu giustificata dal governo, dicendo che serviva per facilitare l'accesso agli studenti che abitavano nelle zone collinari nel sud-ovest dell'isola. Di fatto questa riforma discriminò gli studenti Tamil, e le loro proteste furono represse nel sangue.

LA NUOVA COSTITUZIONE DEL 1972

Con la nuova costituzione l'isola assume il nuovo nome Sri Lanka, ma questa non è l'unica modifica che viene presa. Viene rimosso l’articolo 29, che garantiva i diritti delle minoranze.

La percentuale dei parlamentari Tamil viene ridotta da 24% a 10%.
Lo Sri Lanka diventa di fatto una nazione cingalese e alla religione buddista viene data una posizione privilegiata. In questo modo i Tamil diventano un popolo estraneo nel proprio paese.
 

LA RISPOSTA DEMOCRATICA DEI TAMIL

Nel 1972 nasce il partito TUF (Tamil United Front). Tutti i politici tamil si riuniscono in un unico partito, per fronteggiare la politica discriminatoria del governo. 




Nel 1976, il partito si riunisce a Vaddukoddai (città nel nord-est dell'isola), e decide che come unica soluzione alle discriminazioni del Governo dello Sri Lanka è il riconoscimento al diritto all'autodeterminazione e la creazione di uno stato indipendente, il Tamil Eelam.
Il 1977 l'86% dei tamil vota il TUF per l'indipendenza del popolo tamil e la creazione del Tamil Eelam. In seguito alle elezioni la polizia e i militari appoggiarono le violenze sui tamil, ci furono 300 morti, migliaia di sfollati e gravi danni economici.
Nel 1978 il governo aggiunge un nuovo articolo alla costituzione per imporre a tutti i membri del parlamento il giuramento per l'unitarietà statale.
Gli sforzi fatti in modo democratico da parte del partito tamil (TUF) furono annullati.



NASCITA DELLE TIGRI PER LA LIBERAZIONE DEL TAMIL EELAM (LTTE)



Il 1975 Velupillai Prabhakaran fonda l'organizzazione LTTE, a cui si uniscono molti giovani scontenti delle politiche del governo. LTTE si presenta come un movimento di resistenza armata con l’obiettivo di liberare il popolo tamil dall’oppressione del governo dello Sri Lanka, difendendo le loro libertà e diritti.
Nel 1979 alle forze del governo dello Sri Lanka viene dato il permesso di effettuare arresti e effettuare lunghe detenzioni senza motivo. Torture e uccisioni extra-giudiziare erano all’ordine del giorno.

DISTRUZIONE DELLA BIBLIOTECA DI JAFFNA

Nel 1981 avviene la distruzione del popolo e della cultura tamil:
- nei pressi di Colombo, 5.000 tamil son costretti a fuggire.
- a Jaffna, città storica dei tamil, centinaia di case e negozi vengono distrutti.

Il 31 maggio del 1981, la biblioteca di Jaffna (la terza più grande in Asia), contenente 95.000 documenti importanti ed unici sugli oltre 2.200 anni di storia e cultura Tamil, fu incendiata con la complicità della polizia. La violenza sulla biblioteca venne vista come una repressione alle aspirazioni, alla cultura e tradizioni Tamil. Durante l’ultimo accordo di pace la libreria è stata ricostruita ma il suo contenuto è andato perso per sempre.

 LUGLIO 1983: PERSECUZIONE DEL POPOLO TAMIL

Nel luglio 1983, 13 militari cingalesi vengono uccisi in un imboscata dalle Tigri Tamil, in seguito a ciò scoppiano le violenze sui tamil in tutta l'isola. A Colombo, capitale dello Sri Lanka a maggioranza Singalese, le autorità rendono noti gli indirizzi delle abitazioni dei Tamil, essi furono perseguitati.

I morti furono oltre 2.000. Altre 100.000 tamil persero le proprie case e furono costretti a scappare nel Nord-Est. 65.000  tamil abbandonano lo Sri Lanka per trovare riparo in India, dove sono accolti in 113 campi profughi.
Dopo il genocidio del Luglio Nero inizia la guerra tra il Governo dello Sri Lanka e le Tigri per la liberazione del Tamil Eelam.

 






LA GUERRA

Innumerevoli massacri di civili tamil da parte del governo dello Sri Lanka: sotto il mirino dei bombardieri cadono spesso scuole e luoghi di culto dove spesso trovano riparo i rifugiati. La stampa è censurata in modo da non far conoscere al mondo il genocidio dei tamil. Il governo usa politici Tamil corrotti per coprire i propri crimini. 
I vari accordi di pace (1987, 1994) proposti sono saltati prima della loro attuazione pratica: Il governo dello Sri Lanka non ha nessun interesse a garantire i diritti del popolo Tamil.






CESSATE IL FUOCO CON MEDIAZIONE NORVEGESE

Il 22 Febbraio 2002 con la mediazione norvegese viene firmato un Memorandum di Comprensione (CFA) tra il governo dello Sri Lanka e LTTE. Esso comprendeva diversi punti al suo interno:

- il “cessate il fuoco”;

- la riabilitazione del popolo tamil, che era stato sfollato a causa dell’avanzata dall’esercito srilankese;

- l’apertura delle strade principali;

- il ritiro delle truppe armate dai luoghi pubblici;

- la formazione di un governo ad interim nelle aree tamil.
 

L’area sotto il controllo del LTTE viene governata come uno stato indipendente, ma le istituzioni non vengono formalmente riconosciute dal Governo dello Sri Lanka.

Alle elezioni parlamentari del 2004: nelle aree tamil il Tamil National Alleance (pro LTTE) ottiene la maggioranza dei voti e 22 seggi.

TSUNAMI
Il 26 dicembre 2004 lo tsunami colpisce anche lo Sri Lanka. In Sri Lanka: oltre 40.000 morti e  15.000 feriti. Le coste colpite sono quelle orientali dell'isola, dove vive la popolazione Tamil. 
Il governo dello Sri Lanka ha bloccato gli aiuti alle aree sotto il controllo dei tamil e dirotta tutti i beni verso le zone cingalesi, nel sud-ovest dell'isola.

 Il 4 Gennaio 2005  la protezione civile italiana ha consegnato alle tigri tamil i primi aiuti umanitari per la popolazione tamil.


2005 GOVERNO DI MAHINDA RAJAPAKSA

Mahinda Rajapaksa sin da subito inizia ad adottare una politica dura contro i Tamil violando innumerevoli volte l’accordo del cessate il fuoco (CFA).

Il dialogo politico per la pace salta in quanto il governo dello Sri Lanka non è disposto a riaprire l’autostrada A9, unica via di comunicazione per non isolare i tamil nelle aree sotto il controllo LTTE.

2006:L'UE INSERISCE LE TIGRI TAMIL NELLA LISTA NERA

29 Maggio 2006: L’Unione Europea iscrive le Tigri Tamil nella lista delle organizzazioni terroristiche. Motivazione: Convincere le Tigri Tamil a rinunciare alla resistenza armata ed accettare compromesso con il governo dello Sri Lanka.

 
Conseguenze:

- Il bando sulle Tigri Tamil è stato un bando sul popolo tamil, e sulla diaspora tamil.
- Il presidente dello Sri Lanka ha motivato i suoi attacchi contro i civili come “guerra al terrorismo”,  col consenso della comunità internazionale.
In Italia:

18 Maggio 2008

L'Italia collabora col governo di Rajapaksa ascoltando le assurde falsità che racconta alla comunità internazionale avviando un procedimento penale nei confronti di 31 rappresentanti della comunità tamil per terrorismo internazionale ed estorsione.

23 Giugno 2011

Secondo la sentenza del Tribunale di Napoli (I grado), non è qualificabile come terroristica l'attività insurrezionale delle Tigri Tamil. Tutti gli imputati son stati assolti non essendosi formata la prova della sussistenza del fatto.

2006: RIPRENDONO LE VIOLENZE 

 

2006 – Attacco e occupazione dell’est del paese da parte dell’esercito cingalese, nonostante l’accordo del cessate fuoco.  Il numero di profughi aumenta notevolmente
2 Novembre 2007, viene ucciso il leader politico, addetto alle negoziazioni, delle LTTE Tamilchelvan, la pace è ancora più lontana.

MASSACRO DELLA SCUOLA SENCHOLAI 

Il 14 Agosto 2006 viene bombardata una scuola dove muoiono oltre 50 studentesse.  Il fatto e` stato confermato dagli osservatori internazionali, il Governo dello Sri Lanka nega tutto.




IL GOVERNO SRILANKESE ABROGA IL CESSATE IL FUOCO

16 Gennaio 2008: Il governo dello Sri Lanka ha abrogato unilateralmente l’accordo del cessate il fuoco: 
La Comunità internazionale ha fallito nel suo compito di spingere il governo singalese verso una risoluzione negoziata.


Marzo 2008 -L'IGEP (International Group of Eminent Persons) che svolgeva indagini su omicidi e rapimenti si è ritirato dallo Sri Lanka per la scarsa collaborazione del Governo nelle ricerche.
6 Marzo 2008: Ucciso l’On.Sivanesan, parlamentare tamil, è il 5° membro del partito Tamil National Alliance ad essere ucciso.


IL GOVERNO UCCIDE UN GIORNALISTA CINGALESE

8 Gennaio 2009: viene assassinato in strada alla luce del giorno, Lasantha Wickrematunge, di etnia cingalese, direttore del giornale “Sunday Leader”.
Secondo Giornalisti Senza Frontiere "il presidente Rajapaksa è da ritenere direttamente responsabile di questo omicidio.
–Aveva denunciato la corruzione del governo nazionalista di Mahinda Rajapaksa
–Aveva condannato la guerra verso i tamil, sostenendo che Rajapaksa usasse la guerra per giustificare la povertà della popolazione, le limitazioni alla libertà di stampa e perfino la violazione dei diritti umani.
–“La povertà spinge migliaia di giovani singalesi ad arruolarsi come volontari per il fronte solo per i soldi. L'opinione pubblica è vittima della massiccia propaganda militarista del governo e nella società civile non esistono più movimenti pacifisti che la contrastino. Non parliamo del clero buddista, tradizionalmente nazionalista e favorevole alla guerra.”

EMBARGO


In questi decenni l’embargo verso le aree tamil è stato molto severo. Dal Settembre 2008, tutti gli operatori umanitari son stati espulsi dalla regione del Vanni. Mancano i medicinali, spesso i dottori son costretti ad operare senza anestesia.
La scarsità degli alimenti porta a gravi condizioni di malnutrizione e a volte anche alla morte.

“Questo non è un embargo della Comunità Internazionale ad un regime brutale ma l’embargo di un regime brutale a quello che definisce di essere il proprio popolo”







Senza osservatori indipendenti il governo srilankese ha potuto compiere un genocidio senza testimoni:
-Bombardamenti pesanti indiscriminati (scuole, ospedali, accampamenti di civili..)
-Uso di armamenti proibiti (bombe cluster e fosforo bianco)
-Blocco degli aiuti umanitari.

A maggio l’unico ospedale di fortuna esistente in questa zona è stato bombardato dall’esercito srilankese cinque volte in due giorni ed ha smesso di funzionare.
Diversi medici e operatori della Croce Rossa son rimasti uccisi, i rimanenti son dovuti fuggire. La Croce Rossa non ha mai potuto far ritorno in questi luoghi.
I tre medici che negli ultimi mesi si son adoperati per salvare migliaia di vite umane nella “zona sicura” sono stati arrestati dall'esercito srilankese, criminalizzati per il fatto di aver riportato ai media esteri la tragedia umanitaria in corso.

18 MAGGIO 2009


Il 18 Maggio 2009 l’esercito dello Sri Lanka conquista militarmente tutte le aree tamil.

I tamil di tutto il mondo sono in lutto per le vittime del genocidio compiuto del Governo dello Sri Lanka.


La nazione cingalese festeggia questo genocidio con feste sponsorizzate dal Governo dello Sri Lanka.


CAMPI DI CONCENTRAMENTO

Circa 300 000 civili tamil residenti aree conquistate dal Governo dello Sri Lanka (tra il 2008 e il 2009) sono stati internati nella piu` grande prigione a cielo aperto del mondo.

Operatori umanitari internazionali hanno riferito al giornale "The Times" che all'incirca 1400 persone muoiono ogni settimana nei campi di internamento (10-07-2009).
Ban Ki-moon (Segretario generale ONU): "tra tutti i luoghi del genere che ho visitato, le scene peggiori le ho viste qui".
•Detenzione arbitraria e sparizioni forzate
•Omicidi, rapimenti e violenze sessuali da parte dei militari srilankesi.
•Impossibilità di ritrovare i parenti.
•Mancanza di un meccanismo di protezione nei campi.
•Mancanza di accesso a cure mediche adeguate.
•Scarsità di acqua e alimenti.
•Pessime condizioni igeniche.
•Accesso bloccato ad osservatori indipendenti.


Circa 10.000 persone semplicemente sospettate di aver avuto legami con le Tigri Tamil sono state messe in isolamento in luogo inaccessibile

LE INDAGINI DEL GIORNALE "THE TIMES"

Oltre 20 000 civili uccisi dal 20 Gennaio 2009 al 17 Maggio 2009.

–Fonti: informazioni trapelate dall’ONU, registri degli ospedali di fortuna, fotografie aeree.

I mortai sono armamenti imprecisi che colpiscono indiscriminatamente:

–L’utilizzo di armi imprecise in aree densamente popolate da civili costituisce crimine di guerra secondo
l’Articolo Comune 3 delle convenzioni di Ginevra del 1949, di cui lo Sri Lanka è firmatario.
(è valido anche per i conflitti interni)

Father Amalraj, a Roman Catholic priest who escaped the no-fire zone on May 16, told The Times how civilians had barely ventured from the camp for two months, except to find food. “The heavy shelling was from the army side”


The bunkers did not always protect them. A priest and a teacher were killed by shelling in Father Amalraj’s bunker, and buried on the beach.

CHANNEL 4
Channel4 è stato il primo far riprese indipendenti dei civili in custodia: gli operatori son stati arrestati ed espulsi.


Il video, girato nel mese di gennaio 2009 da un militare srilankese, mostra il comportamento dei militari durante il conflitto camuffato come "operazione umanitaria per salvare i tamil"


PULIZIA ETNICA E COLONIZZAZIONE DEI TERRITORI TAMIL

Mangala Samaraweera, ex ministro degli Affari Esteri di etnia cingalese,  ora deputato dell'opposizione, ha riferito al Times che il Governo del presidente Mahinda Rajapaksa sta cercando deliberatamente di cancellare l'identità dei tamil nel nord. "Ci sono accuse secondo le quali il governo sta tentando di modificare l'equilibrio etnico della zona e persone di rilevante importanza vicine al Governo hanno sostenuto tale soluzione“.
Secondo il parlamentare Sumathiran (partito Tamil Nationa Alliance), il 37 % dei territori posseduti dai tamil sono attualmente occupati dai militari cingalesi.

-Occupazione militare aree tamil: 1 militare cingalese per ogni 5 civili tamil.
-11% delle scuole nella provincia nord inagibili, viene impedito alla diaspora di aiutare alla  ricostruzione.
-Pescatori e commercianti cingalesi incentivati ad avviare attivita` a danno dei loro colleghi tamil.

Obiettivo: Distruzione dell’integrità territoriale per vanificare le richieste di autonomia da parte dei tamil.


SITUAZIONE ATTUALE
 

Decine di migliaia di civili tamil sono ancora rinchiusi nei campi militari,  nessuno è stato accusato e processato, e nessuna assistenza e ricostruzione è stata avviata a favore dei 200.000 sfollati tamil tornati a vivere nei loro villaggi.

Non è stata ancora aperta un'inchiesta internazionale sui gravissimi crimini di guerra commessi dal governo di Mahinda Rajapaksa. I poteri emergenziali di esercito e polizia, che sospendono i principali diritti civili sono in vigore da tre decenni.

Amnesty International  accusa la comunità internazionale, e in particolare le Nazioni Unite, di colpevole disinteresse riguardo a quello che è accaduto e che continua ad accadere in Sri Lanka:

–''Le atrocità commesse dal governo contro i civili e i combattenti tamil nella fase conclusiva della    guerra (bombardamento dei campi profughi e degli ospedali, esecuzioni sommarie dei prigionieri e   internamento in massa dei civili sopravvissuti,) sono state agevolate dalla sensazione che non ci   sarebbero state reali conseguenze internazionali per queste violazioni della legge.

  Secondo l'International Crisis Group la dimensione dei crimini di guerra commessi dal governo   cingalese è stata molto sottovalutata.  75.000 sono i civili scomparsi nell’ultima fase del conflitto.

  –'Il governo dello Sri Lanka ha commesso crimini di guerra di cui sono potenzialmente responsabili i   principali leader politici e militari del paese'', ''Un'inchiesta internazionale è necessaria, perché se   non ci saranno conseguenze per il presidente Rajapaksa renderà più probabile che altri conflitti   verranno condotti allo stesso modo in futuro, e che lo stesso regime dello Sri Lanka rifaccia le stesse   cose''.
 
MINACCE AGLI STUDENTI - MAGGIO 2012


Il 18 Maggio 2012 il rappresentante dell’Unione Studentesca dell’Universita` di Jaffna (JUSU) è stato attaccato mentre si recava alla commemorazione della “Giornata del Genocidio”.


Nonostante le minacce ricevute dai militari cingalesi gli universitari tamil hanno commemorato la “Giornata del Genocidio”.

SESSIONE SPECIALE CONSIGLIO DEI DIRITTI UMANI ONU 26/06/2009 


L'ONU ha fallito nei parecchi provvedimenti per prevenire notevoli violazioni dei diritti umani da parte dello Sri Lanka contro i civili tamil disarmati durante il conflitto.
26 Maggio 2009: Con molti mesi di ritardo si è tenuta una sessione speciale del Consiglio diritti umani dell’ONU sulla situazione dei diritti umani in Sri Lanka.

È stata votata la risoluzione presentata dallo Sri Lanka:
 
non c’è stata nessuna violazione dei diritti umani, nessuna indagine è necessaria.
L'ONU dovrebbe perdere la sua retorica sulla sovranità e dovrebbe assumere una piena responsabilità nei confronti del popolo tamil.
 
l’Alto Commissario dell’ONU per i Diritti Umani, Navi Pillay, ha ripetutamente affermato che le gravi violazioni della legge umanitaria internazionale nel nord dello Sri Lanka giustificano e richiedono un’indagine internazionale:
 
–“Io credo che la responsabilità è un prerequisito fondamentale per la realizzazione della giustizia e della riconciliazione per tutti i srilankesi e, pertanto, rappresenta le fondamenta per una pace duratura”.


 


TRIBUNALE PERMANENTE DEI POPOLI (2010)

Ritiene il governo dello Sri Lanka colpevole per i seguenti fatti:

Sparizioni forzate e mirate di singoli membri della popolazione tamil.

Crimini commessi nella fase di ripresa della guerra (2006-2009):

–bombardamento di obiettivi civili quali ospedali, scuole e altri obiettivi non militari;
–blocco dei rifornimenti di cibo, acqua, e strutture sanitarie nelle zone di guerra;
–uso di armamenti pesanti, armi illegali e raid aerei;
–utilizzo di cibo e medicinali come armi di guerra;
–maltrattamento, tortura uccisione di combattenti LTTE catturati o che si  erano arresi, ufficiali e sostenitori;
–tortura;
–stupro e violenza sessuale contro le donne;
–deportazione e trasferimento forzato di singoli e di famiglie;
–profanazione dei morti.

Violazioni dei diritti umani nei campi IDP durante e dopo la fine della guerra:

–uccisioni di membri della popolazione civile tamil e sostenitori LTTE;
–sparizioni forzate;
–stupro;
–malnutrizione;
–assenza di forniture mediche.
 
RAPPORTO COMMISSIONE ONU (Darusman) - 25/04/2011

Il rapporto è stato pubblicato il 25 Aprile 2011, dopo vari rinvii a causa delle pressioni esercitate dal governo dello Sri Lanka che ha  negando ogni accusa definendo il documento “inappropriato” e “dannoso” per il processo di riconciliazione post conflitto.

Tra i crimini commessi dal governo ci sarebbero il bombardamento sistematico delle aree dichiarate ‘no-fire zone’, che ospitavano rifugi per i civili e ospedali, il confino dei sopravvissuti in campi di prigionia e il rifiuto a mandare risorse mediche e alimentari di base.

Le Tigri tamil vengono accusati di aver accusato i civili come scudi umani e reclutato minorenni.

L’autorizzazione alle indagini può essere decisa dagli Stati membri delle Nazioni Unite in un apposito organismo intergovernativo (Consiglio di sicurezza, Assemblea generale o Consiglio per i diritti umani)».

Se le accuse della commissione venissero accertate, i responsabili potrebbero venire processati per crimini di guerra da un tribunale internazionale

CONSIGLIO DEI DIRITTI UMANI ONU - 19esima  SESSIONE (Marzo 2012)

Il presidente Rajapaksa, nel 2010, ha creato una commissione interna (Lessons Learnt and Reconciliation Commission (LLRC)) in contrapposizione alla commissione Darusman dell’ONU.

–Secondo le organizzazioni per i diritti umani non ci sarebbero strumenti di protezione dei testimoni e neppure gli standard minimi, internazionalmente stabiliti, che una corte di giustizia deve avere.

–Il rapporto della commissione LLRC riporta dei consigli generici per la riconciliazione ma non affronta adeguatamente le gravi accuse di violazioni del diritto internazionale e non entra nel merito delle responsabilita` del Governo dello Sri Lanka nei fatti accaduti.

ONU: Chiede al governo dello Sri Lanka di presentare nel dettaglio il piano di riconciliazione ed investigare le violazioni del diritto internazionale. Lo Sri Lanka dovra` relazionare sui progressi effettuati nella sessione di Marzo 2013. Questa risoluzione e` stata proposta dagli USA, principali sostenitori: Unione Europea, India.

Amnesty International, Human Rights Watch, International Crisis Group: Richiedono che ci siano al piu` presto investigazioni indipendenti sui crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi durante le ultimi fasi del conflitto. E` necessario l’intervento attivo della comunità internazionale.

LA REAZIONE DEMOCRATICA DELLA DIASPORA

Appurato che:

–Tutte le richieste democratiche e pacifiche per un’uguaglianza dei diritti fatte dai politici tamil dal 1948 al 1983 non sono state accettate dal governo srilankese che ha sempre effettuato una repressione violenta.

–dal 1983 l’esercito srilankese ha portato avanti una guerra genocida nei confronti del popolo tamil per sopprimerne ogni aspirazione politica eliminandone storia e cultura.

–dal Maggio 2009 nonostante il governo dello Sri Lanka abbia dichiarato la fine del conflitto sta continuando col genocidio del popolo tamil.

–in Sri Lanka non esiste il rispetto dei diritti umani, della libertà di stampa, e i tamil non possono esprimere liberamente le loro idee politiche.

I tamil della diaspora, gli unici che possono esprimere democraticamente le aspirazioni del popolo tamil:

–hanno riconfermato la Risoluzione di Vadukoddai tramite un referendum.

–hanno formato un Consiglio dei Tamil eletto democraticamente in ogni nazione ove risiede la diaspora.


RISOLUZIONE DI VADUKODDAI

Risoluzione del 14 Maggio 1976 fatta dal partito unico tamil (Tamil United Liberation Front).

Nel 1977 il partito tamil si presenta alle elezioni chiedendo come primo punto il riconoscimento della risoluzione ed ottiene l’86% dei voti dei tamil.


L’unica soluzione alle discriminazioni subite dai tamil è il riconoscimento al diritto all’autodeterminazione e la creazione di uno stato indipendente.

La nazione del Tamil Eelam comprende sia quelli che vivono nel Tamil Eelam sia quelli della Diaspora. La nazione, affermando il diritto di autodeterminazione del suo popolo, è pienamente impegnata per la creazione di una nazione indipendente e uno stato sovrano, il Tamil Eelam, nella sua patria tradizionale, vale a dire, il Nord Est e dell'isola dello Sri Lanka.


La nazione del Tamil Eelam deve essere impegnata nel fondamento di creare il Tamil Eelam:

1.secolare.
2.repubblica democratica liberale.
3.basato sulla partecipazione del popolo nelle attività politiche.
4.di visione egualitaria.
5.sostenitore dello Stato di diritto.
6.garante delle libertà di cui si gode nelle democrazie liberali.

ELEZIONI DELLA DIASPORA TAMIL

21 Marzo 2010

- Hanno votato 3680 cittadini di madrelingua tamil residenti in Italia (75% aventi diritto).
- Risoluzione di Vaddukodai: SI 98,8% - NO 1,2%
- Sono stati eletti i 20 membri del consiglio dei tamil in Italia.
- Le elezioni sono state monitorate da diverse associazioni ed ONG coordinate dal COCIS.
 
LE RICHIESTE DEI TAMIL

Azioni immediate:

–Liberare i civili dai campi di internamento e le persone detenute senza giusta causa.
–Liberare le città tamil dall’occupazione militare dell’esercito srilankese.
–Permettere agli operatori umanitari e giornalisti di lavorare in libertà.


Azioni a livello internazionale:

–Riconoscere e fermare il genocidio che il governo dello Sri Lanka sta commettendo.
–Riconoscere il popolo tamil come una distinta nazione, con madrepatria nel Nord-Est dell'isola dello Sri Lanka, garantendo il diritto inalienabile all'autodeterminazione.

Quindi trattare il conflitto Sri Lanka - Tamil Eelam come una questione tra due nazioni e portare giustizia al fine di facilitare le due nazioni in conflitto a coesistere pacificamente con il pieno controllo delle loro rispettive sovranità