Non ci aspettiamo giustizia da un cambio di regime, senza il riconoscimento dei tamil come nazione: Gajendrakumar.

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La parità dello status dei tamil come nazione è l'unica via per ottenere giustizia nell'isola. Aspettare una "giustizia interna" da parte del regime di Colombo è inutile, dice Gajendrakumar Ponnambalam, leader del partito TNPF (Tamil National People's Front).
Il partito TNPF è lo stesso che ha organizzato la protesta contro il massacro dei prigionieri politici Nimalarooban e Delruxon Mariyathas. I militari e la polizia hanno provato a frenare la protesta, come già hanno fatto in passato, ma senza successo.
Prigionieri politici tamil furono massacrati nella prigione di Welikade (nel 1983) quando a Colombo presiedeva un partito diverso. Il massacro della prigione di Bindunuwewa ha avuto luogo sotto un altro regime (nel 2000). Ora le uccisioni di Nimalarooban e Delruxon nelle prigioni statali dello Sri Lanka sono avvenute sotto il regime di Rajapaksa. Nessuno può aspettarsi giustizia da nessun governo di Colombo a meno che ci sia un riconoscimento della nazione tamil al pari della nazione singalese nell'isola, afferma Ponnampalam in un intervista lasciata a Tamilnet.
Gajendrakumar Ponnambalam ha esortato gli altri leader politici tamil a non tradire i tamil come fecero 3 decenni fa ex leader dei partiti senza comprendere la natura genocida sistematica dello stato dello Sri Lanka, aggiungendo anche la necessità di elaborare una strategia coerente tra i politici tamil.
La protesta è stata appoggiata da vari esponenti del partito TNA e DPF, oltre agli attivisti provenienti dal sud dell'isola.
Infatti le proteste di Jaffna non sono le uniche che sono avvenute. La BBC riporta (clicca qui) che molti attivisti di diritti umani in Sri Lanka incolpano il governo per le morti dei detenuti, in seguito alle violenze della prigione di Vavuniya e che chiedono un'investigazione guidata dall'ONU al riguardo."

"Delruxon era un combattente per la libertà. Era un ex membro delle LTTE. L'esercito dello Sri Lanka lo aveva arrestato nel maggio 2009. Finì in carcere a Vavuniya senza alcuna accusa legale contro di lui. A Vavuniya ha combattuto per la dignità di un suo compagno di prigionia con coraggio", ha detto un ex-membro LTTE che ha partecipato al suo funerale di sabato.
Delruxon e Nimalarooban facevano parte dei 122 prigionieri tamil che furono brutalmente aggrediti nella prigione di Vavuniya il 29 giugno, in seguito alle proteste per richiedere una prova dell'esistenza di un loro compagno sottoposto a pesanti torture da parte delle forze dello Sri Lanka e poi sparito.
Il 29 giugno un raid del commandos dell'esercito dello Sri Lanka attaccò i detenuti tamil, dopo che 3 funzionari furono presi sotto loro custodia. Dopo il raid, i prigionieri sono stati trasferiti nelle carceri di Anuradhapura e Mahara, dove sarebbero stati sottoposti ad ulteriori torture.

Nimalaroopan morì durante il raid dell'esercito, mentre Delurxon venne ricoverato in stato di coma all'ospedale statale di Mahara, dove sarebbe stato tenuto in catene e non assisitito adeguatamente. Le ferite riportate da Delruxon erano talmente gravi che ci volle un po' di tempo alla madre per identificare il corpo del proprio figlio.
Nonostante i numerosi testimoni, le autorità ufficiali negano qualsiasi responsabilità riguardo le due morti. Gli esiti dell'autopsia rilasciati dalla polizia dichiarano che Nimalaroopan sia morto di infarto, mentre devono ancora uscire i risultati dell'autopsia di Delruxon.

Per ulteriori dettagli (www.tamilnet.com e www.tamilguardian.com)