Clima di tensione tra Tamil Nadu e Sri Lanka.

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Martedì scorso, un convoglio di 5 autobus che trasportavano 178 pellegrini cingalesi mentre si recavano all'aeroporto per far ritorno in Sri Lanka, è stato attaccato da lanci di pietre vicino a Kattur nel Tamil Nadu, in India.
I cittadini dello Sri Lanka, in pellegrinaggio alle chiese cattoliche del Tamil Nadu, non hanno trovato una calorosa ospitalità da parte della popolazione locale. Sia il mattino alla chiesa di Velankanni e il giorno prima al santuario Poondi Madha a Thanjavur, hanno incontrato manifestazioni di protesta per il loro arrivo.
Al grido "Cingalesi andatevene via", i manifestanti in Tamil Nadu hanno bloccato e attaccato gli autobus. 

 " I pellegrini in fuga, si appellarono a noi per organizzare un sicuro rientro in patria e abbiamo pensato che un'evacuazione immediata fosse la soluzione migliore." riferisce il vice-comissario RKMA Rajakaruna dello Sri Lanka, a Chennai.

Ma perchè questo attacco a degli innocenti pellegrini cingalesi?
Per capire meglio questa situazione dobbiamo fare un passo indietro.

Il 29 agosto, viene presa la decisione dal governo centrale indiano, di continuare l'addestramento militare del personale dell'esercito dello Sri Lanka, nonostante l'opposizione del governo e degli altri partiti politici del Tamil Nadu. Il governo centrale indiano dichiara necessario continuare l'addestramento, per rafforzare i rapporti amichevoli tra i due stati.
Addestrare un esercito che si è macchiato del terribile genocidio degli Eelam Tamil nel 2009 (più di 40 000 civili tamil uccisi nella fase finale), e che tutt'ora aggredisce i pescatori del Tamil Nadu, è una cosa inaccettabile per la popolazione e il governo dello stato meridionale dell'India.

Infatti sono numerosi gli attacchi della marina militare dello Sri Lanka ai pescatori del Tamil Nadu. Il  19 Agosto, 6 pescatori rimasero feriti dall'attacco del personale della marina dello Sri Lanka, nelle acque di Arukattuthurai.
Il primo settembre, 28 pescatori provenienti da Akkairapettai furono detenuti e maltrattati dalla marina militare srilankese, perchè furono scoperti nelle acque appartenenti al territorio nazionale dell'isola.
Numerosi sono gli episodi di questo genere che sono avvenuti in questi ultimi mesi, episodi completamente trascurati 
dal governo centrale indiano.
La tensione cresce ancora quando il primo ministro del Tamil Nadu, il 2 settembre, decise di espellere due squadre di calcio dello Sri Lanka, invitate dal Governo centrale Indiano per disputare delle amichevoli proprio a Chennai (capitale dello stato federato del Tamil Nadu).
Il giornale Tamilguardian riporta le parole del primo ministro Jeyalalitha:

"Alle squadre dello Sri Lanka non sarà permesso di disputare qualsiasi partita all'interno dello stato del Tamil Nadu. Ho dato l'ordine di rispedire indietro le squadre nel loro paese."

"La decisione del Governo Indiano di invitare le squadre dello Sri Lanka a disputare delle partite amichevoli nel nostro stato, ha umiliato il popolo del Tamil Nadu e io condanno il governo centrale per questa scelta."

Anche gli altri partiti, si uniscono alle richieste di giustizia chieste dal primo ministro del Tamil Nadu.

Immediata la risposta del ministro degli affari esteri dello Sri Lanka.

"Per via delle crescenti intimidazioni verso i nostri paesani, il governo dello Sri Lanka è costretto a richiedere ai cittadini dello Sri Lanka di desistere a visitare lo stato del Tamil Nadu a scopo turistico, religioso, per attività culturali e formazione professionale."

Il governo centrale dell'india ha completamente ignorato le richieste di giustizia del primo ministro del Tamil Nadu e ha emesso un comunicato dove rassicurava la sicurezza dei cittadini dello Sri Lanka, ovunque si trovassero in India.

La frustazione di non essere ascoltati dal governo centrale, e la rabbia crescente che si è accumulata dopo le numerose violenze dell'esercito dello Sri Lanka, si è riversata completamente nell'attacco della popolazione del Tamil Nadu ai 178 civili cingalesi.
Ovviamente questa aggressione a degli innocenti è da condannare, ma inevitabile se si continuano a ignorare le richieste di giustizia per i tamil dell'Eelam e per i tamil del Tamil Nadu.




Il ministro srilankese Wimal Weerawansa ammonisce dicendo:

"Questa situazione può seriamente compromettere il rapporto tra i nostri due paesi"

e aggiunge

"Quali sarebbero le conseguenze se i nostri cittadini aggredissero nello stesso modo, quelle centinaia di indiani che regolarmente visitano il nostro paese?"

Ma le minacce non si sono fermate alle sole parole.

Nella notte tra il 4 e 5 settembre, otto pescatori del Tamil Nadu sono stati aggrediti dalla marina dello Sri Lanka nelle acque a largo di Kodiakarai. Oltre ad aggredire i pescatori, la marina militare dello Sri Lanka, ha danneggiato una delle due barche fermate. L'episodio è stato denunciato la mattina seguente agli ufficiali della marina militare, a Arukattuthurai.
Ancora una volta, l'esercito dello Sri Lanka commette violenze e soprusi sotto gli occhi di tutto il mondo rimanendo, nonostante ciò, completamente impunito.