Gothabaya Rajapakse: "Nessun civile scomparso"

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Il segretario della Difesa dello Sri Lanka e fratello del presidente, Gothabaya Rajapakse, ha affermato al quotidiano Daily Mirror (clicca qui), che nessun civile è scomparso durante la fase finale del conflitto armato e che i rapporti del CICR (Comitato Internazionale della Croce Rossa) coincidevano con quelli dell'esercito governativo.

"Questo è un altro fattore che molte persone hanno dimenticato. Prendete il gran numero di persone che vennero via mare. Dove sono andati per prima? Si erano recati all'ospedale indiano; che era gestito dall'esercito indiano. Hanno riferito a loro per primi e solo più tardi hanno raggiunto i campi "benessere" (di concentramento). E ogni volta che si consegnavano, il CICR era presente."

"C'era un procedura riguardo la registrazione di queste persone. Non una persona risulta mancante da quell'elenco."

Riferendosi all'accusa di sparizioni dei civili, il ministro della Difesa risponde:

"Questa è una falsa affermazione. Naturalmente dovete capire che quandi si dice che mancano persone, la gente dovrebbe rendersi conto che in queste zone ci sono state persone reclutate persone dall'LTTE, e che stavano combattendo contro il governo. Anche nel nostro esercito mancano più di 3000 unità. Non abbiamo mai trovato i corpi."

Alla fine della guerra, il governo dello Sri Lanka ha annunciato di essere riuscita a sconfiggere le LTTE e di aver minimizzato le perdite umane tra i civili tamil. Dichiarano che attraverso la loro politica di "Zero Civilians Casualties", il numero delle vittime sono entro i 2000.

Dichiarazione in contrasto con le affermazioni del portavoce ONU in Sri Lanka, Gordon Weiss, che dichiarò un numero "spaventosamente più alto, tra le 10 000 e  40 000 vittime civili".

Nel marzo 2011, il rapporto ONU, della commissione Darusman, aveva dichiarato a 40 000 il numero delle vittime civili, nella regione del Vanni.

Il numero delle vittime civili continuò a crescere finchè l'8 gennaio 2011, il vescovo Joseph Rayappu della Diocesi di Mannar, consegnò un rapporto alla commissione LLRC (Lesson Learnt and Reconciliation Comission) in cui dichiarò che il numero dei civili mancanti all'appello nell'ultima fase di guerra è pari a 146 679 .

Tutt'oggi il governo nega queste sparizioni, e nonostante la guerra sia finita ormai da quasi 4 anni, le famiglie non riescono ad ottenere risposta sul destino dei propri famigliari.

 

Le famiglie con le foto dei propri parenti scomparsi nell'ultima fase di guerra.