Il partito TNPF rigetta la risoluzione di Ginevra

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Il partito TNPF (Tamil National People's Front), rigetta completamente la risoluzione approvata dal consiglio dei diritti umani dell'ONU. Tre sono i motivi principali che portano il partito a questa scelta. Motivazioni spiegate nella conferenza stampa di venerdì a Jaffna.
“Vogliamo prendere le distanza da tale risoluzione per tre motivi”  ha riferito il Leader del partito TNPF (Tamil National People’s Front) Gajendrakumar Ponnambalam.


“In primo luogo, la risoluzione, come la risoluzione del marzo 2012, chiede ancora una volta allo Sri Lanka di effettuare un'indagine indipendente e credibile sulle violazioni di diritto internazionale.

Anche, quando è stata adottata la risoluzione del 2012, il nostro partito ha espresso il disappunto riguardo alla decisione di un investigazione gestita dallo Stato dello Sri Lanka, in quanto si ritrova parte accusata essendo responsabile dell'esercito militare.

La nostra opinione è, che chiedere a una parte accusata di svolgere un'indagine è di per sè una violazione completa del concetto di giustizia naturale, e, di conseguenza, la richiesta di un processo locale di un'indagine deve essere scartata senza riserve.

La risoluzione richiede un meccanismo locale per condurre le investigazioni. Una soluzione che troviamo inaccettabile e la rigettiamo interamente.

Diversi fatti accaduti nell'ultimo anno hanno reso impossibile un accenno di indipendenza sul processo locale di indagine.

In particolare, è stato nominato attualmente  un Presidente della Corte Suprema, che in varie discussioni e conferenze ha difeso a priori lo Stato dello Sri Lanka per quanto riguarda le accuse di violazioni di diritti umani e le gravi violazioni del diritto internazionale umanitario. Questa persona, ora in capo alla giustizia in Sri Lanka, rende qualsiasi processo interno di investigazione una presa in giro. 

Il secondo motivo per il quale rigettiamo la risoluzione ONU, è che essa enfatizza e crede molto nella raccomandazioni del rapporto LLRC (Lesson Learnt  and Reconciliation Commission).

Ora, se si osservano le circostanze in cui la commissione LLRC ha agito possiamo comprendere il rifiuto delle organizzazioni dei diritti umani in tutto il  mondo a collaborare con la commissione.

Le ragioni di questo rifiuto sono state:

a) in primo luogo le persone nominate nella commissione sono note per la loro parzialità nei confronti del regime in carica;

b) in secondo luogo il mandato della stessa LLRC era molto problematico;

c) in terzo luogo, la natura stessa, l'ambiente e le modalità in cui la LLRC era in funzione non ha dato nessuna sostanza nel processo d'indagine.

Nonostante il fatto che il governo abbia chiesto organizzazioni  come Amnesty International, Human Rights Watch e ad altri partiti politici di prendere parte alla commissione, tutte queste organizzazioni hanno respinto questo invito.  

Il popolo tamil che è stato vittima delle atrocità che ha subito nelle fasi finali della guerra non ha partecipato alla commissione.

Quindi il prodotto finale del LLRC è un processo fondamentalmente errato, il cui risultato è del tutto insufficiente agli obiettivi preposti.

Così, come l'anno scorso, anche quest'anno, la risoluzione che da enfasi e ruota intorno al LLRC è ritenuta da noi inaccettabile, fondamentalmente errata, e da scartare senza nessuna riserva.

Infine la terza ragione per cui rigettiamo la risoluzione è che a differenza della prima risoluzione approvata nel 2012, vi è una menzione specifica del sistema del Consiglio Provinciale. Infatti la risoluzione accoglie con favore l'annuncio del governo che terrà le prossime elezioni del consiglio della Provincia del Nord.

Noi crediamo fortemente che il 13° emendamento della costituzione dello Sri Lanka, che ha creato il sistema dei consigli provinciali, non è una soluzione accettabile per la questione nazionale degli Eelam Tamil.

Tale emendamento, approvato alla fine degli anni '80, è stato respinto dal popolo tamil da più di 20 anni.

Non vediamo la necessità, in una risoluzione in cui si dovrebbe parlare di riconciliazione e responsabilità per i crimini commessi, la menzione del 13° emendamento come ottimo tentativo per una soluzione politica.

Pertanto, per queste ragioni importanti, e visto che noi non riusciamo a riconoscerci in nessuna parte di questa risoluzione, siamo giunti alla difficile decisione di respingere ciò che è stato approvato alla commissione dei diritti umani dell'ONU.”