Si intensificano arresti arbitrari e occupazione militare nel nord dell'isola

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L’esercito occupante dello Sri Lanka mette pressione sulle vite dei civili nel nord dell’isola (il nord e l’est dell’isola fanno parte dei territori della patria Tamil) reintroducendo il sistema di controllo ai pescatori Tamil per accedere ai propri mari, allestendo checkpoint sulle strade e intensificando i controlli e i pattugliamenti da alba a tramonto. Le notizie da Jaffna riferiscono che tra il 7 ed il 27 marzo, sono stati effettuati 44 arresti di civili Eelam Tamil, molti dei quali in stile sequestro. Un pugno di ferro sulla vita sociale dei Tamil per imporre il silenzio a tutti gli attivisti per diritti umani e minacciare coloro che erano pronti a testimoniare contro i crimini di genocidio da parte dello Stato dello Sri Lanka. In alcune località della penisola nessuno si sposta durante la notte come se fosse stato instaurato il coprifuoco da parte dei militari occupanti.
 
Domenica scorsa, gli ufficiali militari dello Sri Lanka hanno dato istruzioni ai rappresentati dei pescatori di registrare tutte le imbarcazioni e di ottenere un pass dall’esercito governativo per poter accedere al mare.
Migliaia di soldati cingalesi sono stati impiegati nella penisola di Jaffna per operazioni di ricerca e controllo, erigendo postazioni di check point lungo le strade.
 
I militari dello SL hanno preso posizione presso i mercati e in tutti gli incroci stradali lungo la costa, inoltre hanno messo in funzione i check-points lungo l’autostrada principale A9, come durante gli anni di guerra.
 
TamilNet riporta anche come le carte d’identità di alcuni passanti siano stati sequestrati dai militari durante la notte del 27 Marzo (Poche ore prima fu votata a Ginevra dal Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU una risoluzione contro lo Sri Lanka). Ai passanti è stato riferito di venire nei giorni successivi ai campi militari dello Sri Lanka, per riottenere i propri documenti.
 
Oltre a queste restrizioni da parte dell’esercito occupante, sono stati effettuati diversi arresti ai danni dei civili Eelam Tamil. Gli arresti effettuati da parte del dipartimento TID (Terrorist Investigation Division) e dalla polizia dello Sri Lanka hanno come scopo di instaurare un regime di terrore nei territori Tamil e nel silenziare le voci degli attivisti che denunciano il genocidio strutturale in corso.
 
A seguire c’è un breve riassunto di alcuni di questi episodi che sono accaduti durante il mese di Marzo.


 
13 Marzo 2014
La cinquantacinquenne Jeyakumari Balendran e la sua figlia tredicenne Vipooshika sono state arrestate dopo un’operazione militare di grande scala nel distretto di Kilinochchi. Jeyakumari, che ha perso due uomini della propria famiglia era in ricerca del figlio scomparso dal 2009 dopo essere stato preso in custodia dall’esercito governativo. Entrambe hanno preso parte alle numerose manifestazioni contro le sparizioni dei civili Tamil effettuati dall’esercito dello Sri Lanka, in particolare quelle avvenute negli ultimi mesi di guerra.
Vipooshika e sua madre erano in prima fila nelle manifestazioni durante il Meeting Commonwealth in Sri Lanka, e sopratutto durante la visita del primo ministro inglese David Cameron a Jaffna. Inoltre Jeyakumari aveva lasciato dichiarazioni alla televisioni britannica Channel 4 di temere un sequestro in quanto lei e sua figlia erano sempre pedinate da agenti sconosciuti.

La madre Jeyakumari è detenuta nel carcere di Boosa, mentre la tredicenne Vipooshika è stata consegnata ad un orfanotrofio. 
 
16 Marzo 2014
Un ex-membro delle Tigri, sua moglie e i suoi due figli di età 6 e 10, sono stati fermati dal TID srilankese a Mullaitheevu.

18 Marzo 2014
Il 34-enne Jaseeharan Mylvaganam, un ex-membro delle LTTE disabile, è arrestato dagli agenti del TID nella sua casa sempre nel distretto di Mullaitheevu.
 
20 Marzo 2014
Membri del TID giunti con un furgone bianco (tristemente famosi sono gli episodi di sequestro e assassini con questi furgoncini bianchi da milizie paramilitari pro-governative) hanno attaccato brutalmente e sequestrato il 37-enne Jeyaramesh Sabaratnam, un pescivendolo e padre di due bambini, nella penisola di Jaffna.
 
21 Marzo 2014
La marina occupante dello Sri Lanka ha arrestato un altro pescatore nel distretto di Mannar, e consegnato al dipartimento TID.
Una coppia proveniente da Jaffna, Logananthan, sua moglie ed i loro due figli, sono stati fermati nella loro residenza nella città dì Vavuniya, nel nord dell’isola.
 
22 March 2014
Kanthalyan di Mannar, che lavorava come fabbro, è stato arrestato dal TID durante un’operazione di ricerca dai militari dello Sri Lanka a Vaddukoddai, Jaffna.
 
25 Marzo 2014
Militari dello Sri Lanka, hanno attaccato indiscriminatamente dei giovani Tamil, il 19-enne Kamalathas, il 24-enne Salojan, il 25-enne Najeetharan. Sono stati portati via dai militari cingalesi e consegnati al TID per ulteriori interrogazioni. I giovani erano del distretto di Mullaitheevu.
 
Sempre lo stesso giorno il TID arresta il 28-enne Amutharan Thurairasa nella penisola di Jaffna. E’ stato deportato a Colombo per ulteriori interrogazioni.
 
26 Marzo 2014
Il 35-enne Mohan Kethees è stato arrestato dal TID a Jaffna, in seguito è stato rilasciato il 28 Marzo dal Tribunale.
 
27 March 2014
Il TID ha arrestato il 35-enne, Sinnathurai Sreekanthan, ex-membro LTTE e padre di un figlio. Egli era stato rilasciato dall’esercito dello Sri Lanka dopo i mesi di detenzione ed aver seguito il corso di “riabilitazione” del Governo.
 
Il TID ha inoltre arrestato un autista Tamil che aveva lavorato per il consiglio provinciale del nord, a Vavuniya.